che bello averti qui, benvenuta o benvenuto nel mio blog

PERCHÈ HO DECISO DI APRIRE UN BLOG E COSA TROVERAI TRA QUESTE PAGINE

Nel mio blog troverai parole, disegnetti e fotografie di silviabes, che sono io. È uno spazio dove intendo condividere un po’ di me: idee, viaggi, ispirazioni e progetti. 

Eccomi, di nuovo a scrivere un blog. Di nuovo l’ansia da pagina bianca, che non mi era tanto mancata, ma conto anche su tanti “di nuovo”, quelli belli!

Di nuovo la gioia del condividere, di nuovo la soddisfazione di un angolino tutto per sé, di nuovo l’entusiasmo per i ponti che si creano.

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PERCHÉ UN BLOG? E PER SCRIVERCI COSA?

Mentre stavo progettando questo sito, un sito tutto nuovo per dare uno spazio e un centro alla mia vita professionale (attualmente un po’ sparpagliata), stavo riflettendo sull’opportunità o meno di inserire un’area “news” o, appunto “blog”.

Inizialmente mi sono detta: certo, così se ho qualche novità (nuove collaborazioni, nuovi progetti, qualche sporadico lancio) posso condividerli.

Una cosa molto professionale  quindi, non necessariamente troppo seria (io sono pur sempre io), ma strettamente legata alla produzione di contenuti lavorativi

Ero convinta. Però non ero entusiasta, e solitamente quest’ultima è una conditio sine qua non (anzi, una delle) senza la quale una procrastinatrice seriale non alza un dito. 

UNA STANZA TUTTA PER ME

Poi, in uno di quei rari momenti in cui lo scrollo pigro di Instagram serve veramente a qualcosa, ho visto che Valentina Aversano (per chi non la conoscesse, breve riassunto: lettrice supersonica, esperta di comunicazione digitale, dice del suo lavoro: “sbrino persone, progetti e contenuti” ed è vero!) stava lanciando due masterclass dal titolo “Una stanza tutta per te” (nome già favoloso), dedicate rispettivamente a newsletter e blog. Mi sono iscritta al volo. Era da mesi (anzi, da quasi un anno – da quando ho scelto di essere freelance a tempo pieno) che mi sentivo bloccata sul come e sul dove comunicare, in modo efficace e che fosse mio, la mia vita professionale. Mi sembrava l’occasione giusta per smuovere qualcosaÈ stato così. 

Mi ha sbloccato soprattutto due risposte alla domanda “perchè un blog?” 

  • Bisogno di avere uno spazio di espressione che sia mio, fuori dalle logiche dei social.
  • I blog fanno succedere cose.

Ora spiego meglio cosa intendo.

I DIARI DELLA LAMBRETTA

Tanti anni fa avevo un blog. Non era un progetto lavorativo, ma super personale. Assolutamente non “wannabe”, ovvero pensato per poter diventare, un giorno e con tanto duro lavoro e un po’ di fortuna, una cosa professionale. Zero. Era il mio spazio bello, se mi andava ci pubblicavo, se non mi andava non ci pubblicavo. 

Si chiamava “i diari della lambretta“. A parte il titolo, era scritto in inglese, e raccoglieva le mie foto (spesso analogiche, scansionate con amore) e i miei disegnetti (solo analogici, scansionati chiedendomi: ma non c’è un modo più efficiente per fare sta cosa?). 

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Raccontava di avventure in Lambretta, di cose che mi piacevano, di viaggi, di momenti belli

i diari della Lambretta, pur nel suo non avere mire professionali, ha fatto succedere un sacco di cose nella mia vita, direi soprattutto quella professionale.

Le riassumo:

  • le prime illustrazioni che ho realizzato erano per i diari della Lambretta. Sono arrivate da lì le prime richieste di disegnare qualcosa per altri.
  • grazie ai diari sono stata invitata a partecipare ad alcuni blog tour. In uno di questi ho conosciuto Irene, oggi cara amica (ciao Ire) che all’epoca aveva un blog di viaggi piuttosto popolare: viachesiva. Con Irene, qualche tempo dopo, ho lanciato una piccola linea di magliette ed accessori illustrati a tema viaggio, si chiamava “Ink Your Travel“. Con l’occasione ho aperto la mia partita iva e ho iniziato ad affiancare il mio lavoro dipendente ad altre collaborazioni.
  • Mi ha fatto entrare in contatto con persone al di fuori della mia ristretta cerchia di amici e colleghi, che sono diventati conoscenti e amici e che sono contenta e grata di conoscere. Questa cosa è successa sia con i diari della Lambretta che con Cosebelle, altro meraviglioso progetto editoriale su cui ho avuto l’onore di scrivere. Questi contatti si sono rivelati spesso preziosissimi, in occasioni sia lavorative che private. 

Insomma, se oggi sono una freelance e se lavoro anche come illustratrice, lo devo a i diari della Lambretta, un blog che aveva tutt’altri scopi e a cui tuttora ripenso con amore. Anche a rileggerlo a distanza di anni, esprime cura ed entusiasmo. Mi manca un posticino così, che sia un piccolo motore per la mia creatività, uno spazio di espressione che dia un tocco personale ad un sito altrimenti solo professionale. 

Ecco perchè ho di nuovo un blog.

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