compagni di strada #3 - NIKITA E MARTA

COMPAGNI DI strada, UNA RUBRICA DISEGNATA

Compagni di strada” è una rubrica illustrata che racconta un legame con un mezzo di trasportoche ci ha portato a spasso (o continua a farlo) e noi ce lo portiamo nel cuore.

Li trovate tutti qui.

yamaha XTZ 660 tenerè

DALLA SVIZZERA AL GIAPPONE

Marta ha comprato Nikita, la sua Yamaha Tenere XTZ 660, nel 2011. 

Ha testato Nikita sulla lunga percorrenza con un primo viaggio insieme, destinazione Istanbul. Era un viaggio di coppia, ognuno con la propria moto. Dopo quella prima esperienza che forse le ha dato la giusta dose di incoraggiamento, e a seguito di una serie di vicissitudini personali, Marta ha deciso nel 2014 di partire per quello che lei definisce (e come darle torto) “il viaggio della vita”: in moto, da sola, dalla Svizzera al Giappone.

mappa del viaggio di marta e nikita in moto, traghetto e treno dalla svizzera al giappone

Marta e Nikita partono dalla Svizzera, e la prima tappa è in Germania, dove proseguono in treno fino ad Amburgo. Da lì, è un susseguirsi di asfalto e traversate in traghetto, che le portano ad attraversare: Danimarca, Svezia, Norvegia lungo la costa e la Strada Atlantica, isole Lofoten, di nuovo Norvegia, Svezia e poi Finlandia. Da qui, l’ingresso in Russia.

Da San Pietroburgo, passa per Kazan, Yekaterinburg (porta dell’Asia), Tjumen, Novososibirsk e Tomsk, da dove Marta e Nikita viaggiano separate per un po’. La moto viene spedita e Marta prende una corriera notturna fino a Krasnojarsk, dove prende il treno che percorre la tratta Transiberiana fino a Vladivostok, dove ritrova Nikita. 

Insieme prendono il traghetto per il Giappone, sbarcano a Sakaiminato e proseguono per strada fino a Fukuoka, dove rimarranno per sei mesi. 

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Viaggiare in moto, e farlo da soli, dà un grandissimo senso di libertà e un’ampia flessibilità.

Viaggiando in sella a Nikita,  Marta  si è trovata a condividere gli alloggi con i camionisti attivi sulla lunghissima tratta che attraversa la Russia da est a ovest.

A est dei monti Urali esiste in pratica un’unica strada che porta cose, mezzi e persone avanti e indietro.

Ho chiesto a Marta se poteva descrivermi questa esperienza. Mi ha risposto che per quanto non abbia trovato alloggi belli o ben attrezzati, è stata una delle parti più belle del viaggio, perchè le ha permesso di incontrare persone straordinarie.

In particolare ricorda Tania, una donna che lavorava come addetta alle pulizie in una delle “gastiniza” (così si chiamano questi alloggi – in pratica sono dei motel molto spartani), moglie di un camionista che faceva la spola tra Russia e Mongolia.

Tania parlava solo russo e Marta, che aveva preso lezioni di lingua per tre mesi prima di partire, ne conosceva solo i rudimenti. Quindi, nessuna lingua in comune. Eppure, come spesso in viaggio può capitare, con l’aiuto di un piccolo dizionario bilingue, hanno parlato a lungo.

Racconta Marta:

“Era curiosissima di conoscere il mio viaggio: perché viaggiavo, se avevo una famiglia, un marito, dei figli… Ricordo l’intensità di quella conversazione nonostante le enormi differenze, e disparità, delle nostre vite. Alla fine, ha voluto scrivere una frase nel mio diario che, tradotta, suona più o meno -Tu viaggi senza paura attraverso tutta la Russia-. Per me è stato un momento molto commuovente e non sarei mai arrivata qui senza la moto perché quel “qui” in realtà non è nemmeno indicato sulle mappe.

Dal mio diario leggo che avevo da poco passato Ishim ma era un posto qualunque, senza un paese vicino né altro. Una costruzione che nasceva dal fango (aveva appena smesso di piovere)
realizzata lungo questa lunga strada a una corsia. Per finire, prima di salutarci, Tania mi ha pure regalato un paio di banconote mongole – che, va da sé, conservo ancora molto gelosamente.”

 

Durante il suo viaggio (la sua impresa!) Marta ha scritto, oltre a degli appunti dettagliatissimi (non mi aspettavo niente di meno), una piccola raccolta di poesie. Le ho chiesto se potevo condividerne una, mi sembrava il modo migliore per concludere, ringraziandola per aver condiviso la sua esperienza.

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Marta ha una newsletter che si chiama parole on the road.

posso disegnare il tuo compagno di strada?

Se vuoi raccontarmi della bici con cui scorrazzavi tra le vie del tuo paesino, della panda sgangherata con cui hai fatto il tuo primo road-trip, della moto tanto sognata… Non vedo l’ora di leggerti e disegnarvi. 

Mandami qualche riga sul tuo compagno o la tua compagna di viaggio, e se possibile anche una fotografia, a benedet.silvia@gmail.com.