compagni di strada #4 - LA MACCHINA GIALLA DI GINEVRA

COMPAGNI DI strada, UNA RUBRICA DISEGNATA

Compagni di strada” è una rubrica illustrata che racconta un legame con un mezzo di trasportoche ci ha portato a spasso (o continua a farlo) e noi ce lo portiamo nel cuore.

Li trovate tutti qui.

compagni di strada ginevra macchina gialla

macchina gialla

Ginevra è una delle mie più vecchie e care amiche.

Siccome è anche una scrittrice (il suo quarto libro è in libreria dal 13 febbraio – e ne approfitto anche per dire che è stato citato qui) le ho gentilmente chiesto (ok l’ho costretta) a dare il suo contributo a questa rubrica, parlando della sua macchina gialla. 

Essendo letteralmente il suo lavoro, riporto le sue parole integralmente.

il distributore

La mia macchina è gialla e la chiamiamo macchina gialla. Forse è una cosa un po’ tautologica, ma resta il fatto che la prima cosa che salta all’occhio quando la vedi è che è proprio gialla. Le mie amiche per un periodo l’hanno chiamata Gine-Mobile, anche se non è esattamente mia, perché vivo da un’altra parte rispetto alla sua collocazione abituale. Diciamo che è la macchina di famiglia. 

Ha circa venticinque anni e sta in campagna, ritirata come una vera anziana che è meglio non si sforzi troppo ma quando aveva la tua età saltava i fossi per lungo. È una 500 sporting. Quindi non ha la forma da giocattolino tondeggiante delle 500 storiche, ma al contempo è ormai un modello così vecchio che sta acquisendo una sua autorità particolare. In tutto il comune credo ce ne sia solo un’altra fatta uguale. Non so di chi sia, ma questo significa che a volte persone che non conosco mi salutano quando passo guidandola. Suppongo accada la stessa cosa a chi possiede l’altra gialla. Io nel dubbio non saluto mai nessuno. 

La macchina gialla è arrivata dando subito segni di eccentricità. Aveva (le ha tuttora) le cinture di sicurezza rosse. E poi un copri leva del cambio in finta pelle, con sopra scritto “pilot”. Attaccato ai bocchettoni del riscaldamento c’era un medaglione con la faccia di Padre Pio e sulla portiera del bagagliaio svettavano due adesivi: uno con il logo di Radio Company, l’altro raffigurante un cavallo in corsa, verde acido, marchiato “San Floriano Benz”. San Floriano è il nome di una piccola frazione di Vittorio Veneto in cui non c’è quasi niente a parte un distributore di benzina. Il distributore esisteva allora, ai tempi dell’arrivo della gialla, e resiste tuttora. Però adesso non credo appiccichi più adesivi personalizzati sulle auto di passaggio. Non ha neanche più l’insegna luminosa che deliziava abitanti e viaggiatori con brevi haiku dedicati al cadere delle foglie e al crescere dei funghi. Peccato.

adesivi macchina gialla

La macchina gialla una volta l’ho dovuta abbandonare in un parcheggio e trovare un altro modo di tornare a casa perché usciva fumo dal cofano. Un’altra volta ho quasi perso il treno perché tutte le serrature di tutte le portiere si erano congelate. È arrivata che ancora facevo l’università, forse il primo anno, forse il secondo. Ha sostituito una vecchia Panda 4×4 che a sua volta aveva una personalità molto forte, era un modello Sergio Tacchini. Era grigia con il logo del signor Tacchini serigrafato in verde sulle fiancate. Non so perché a un certo punto uno stilista abbia deciso di firmare una linea di Panda 4×4, ma comunque è accaduto. Era una di quelle che per farle partire d’inverno dovevi tirare una cosa che si chiamava “leva dell’aria”. Poi dovevi anche ricordarti di richiuderla sennò dopo qualche chilometro (pochi) ti lasciava ferma in mezzo alla strada. Naturalmente una volta mi è capitato, ma dietro di me avevo un’altra auto su cui viaggiavano due meccanici miracolosi, ma questa è un’altra storia. 

posso disegnare il tuo compagno di strada?

Se vuoi raccontarmi della bici con cui scorrazzavi tra le vie del tuo paesino, della panda sgangherata con cui hai fatto il tuo primo road-trip, della moto tanto sognata… Non vedo l’ora di leggerti e disegnarvi. 

Mandami qualche riga sul tuo compagno o la tua compagna di viaggio, e se possibile anche una fotografia, a benedet.silvia@gmail.com.