IL COME E IL PERCHÈ DEI MIEI REPORTAGE ILLUSTRATI PER VINARIUS

A Marzo sono stata nelle Langhe insieme ad un gruppo di enoteche dell’associazione Vinarius. Qui racconto un po’ com’è andata, con foto e disegni.

mappa-illustrata-delle-langhe

Vinarius è un’associazione di enoteche italiane dal 1981 e fa un sacco di attività. Ci conosciamo da una decina di anni e da diverso tempo collaboro con loro supportandoli nella comunicazione digitale

Da quest’anno, abbiamo deciso di potenziare ulteriormente la nostra collaborazione, in particolare nel condividere le tante esperienze formative che Vinarius offre alle enoteche associate, primi fra tutti, quelli che loro chiamano stage

Lo Stage Vinarius altro non è che un viaggio di approfondimento in un territorio vitivinicolo, solitamente in collaborazione con un Consorzio o un ente locale ospitante.

Gli Stage offrono alle enoteche partecipanti una panoramica sulla Denominazione in questione o su un particolare tema o prodotto legato a quella zona, e spesso si articolano in visite guidate da esperti nel territorio, nei vigneti e nelle cantine, masterclassseminaridegustazioni o incontri b2b

Per raccontare al meglio l’esperienza sia ai soci che non riescono a partecipare, sia agli operatori del settore, che potrebbero essere potenzialmente interessati all’argomento, partecipo anche io insieme ai rappresentanti delle enoteche. 

Ascoltoosservoimparofotografo, prendo tantissimi appunti, faccio liste, scarabocchio schemini che poi diventano disegni. Infine, condivido il tutto in un reportage illustrato, che esce sul sito di Vinarius

DIARIO ILLUSTRATO DEI TRE GIORNI NELLE LANGHE

A marzo siamo stati nelle Langhe in uno di questi viaggi studio. se volete leggere il reportage illustrato che ho preparato per Vinarius, il link è qui.

Di seguito invece riporto alcuni dei miei appunti (visivi e non), disegnetti, indirizzi.

foto-appunti-di-silvia

Molte cose viste e sentite nelle Langhe (spero che i locals non me ne vorranno per quello che sto per scrivere) mi hanno ricordato le mie colline, quelle di Conegliano e Valdobbiadene.

In primis, il fatto che la ricchezza e la redditività dei vini siano una cosa relativamente recente e che per generazioni le vigne abbiano rappresentato sussistenza o affiancamento del reddito (i “metalmezzadri”, si chiamavano da noi) di famiglie sostanzialmente piuttosto povere. Questo può sembrare un particolare irrilevante alla luce di come stanno le cose adesso, ma ha determinato un percorso di sviluppo ben preciso, che fa sì che ancora oggi il territorio sia composto perlopiù da piccole/medie aziende a conduzione familiare, e che l’area vitata sia un mosaico di tanti piccoli proprietari. 

Anche il paesaggio sicuramente ha dei tratti in comune soprattutto con l’area di Valdobbiadene: i versanti delle colline tutti ricamati di vigne e punteggiati da casupole di sassi, a volte mezze diroccate, che sono state costruite come stalle o ricoveri per attrezzi agricoli. Appena fuori hanno spesso un pozzo e una vasca in cemento, dove si preparava il verderame. Nelle Langhe si chiamano ciabòt.

illustrazione-ciabot

Il paesaggio di Langa, oltre a vigneti e ciabòt, è costellato da landmarks iconici ed evocativi, si presta bene ad essere disegnato.

Ho potuto godermelo in pieno, perchè abbiamo dedicato una mezza giornata ad esplorare il territorio, tra le zone di produzione di Barolo e Barbaresco. Ci spostavamo con una navetta che ci permetteva, durante il viaggio, di ascoltare i racconti e le curiosità di Sandro Minella (sommelier, guida turistica e grandissima fonte di storie locali) che hanno spaziato dalle storie di famiglie contadine, ai gossip dell’aristocrazia, passando per l’architettura

Ci sono castellitorriborghialberi enormi, come il gigantesco Cedro del Libano, che si stagliava solitario e fiero, e aveva una storia romantica tra le radici. 

illustrazione-cedro-del-libano

BIGLIETTI DA VISITA

Tra gli indirizzi che mi sono appuntata, merita una menzione l’Osteria dei Sognatori ad Alba. Aveva l’atmosfera giusta (calda, informale, casalinga), i piatti giusti (se vuoi mangiare piemontese, ma perchè non dovresti), e ho apprezzato pure la musica.